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Lezione della settimana

La lezione della settimana · domenica 25/10/2026

Il tema. Di nuovo vendite sulla tecnologia per i dubbi sui costi dell'intelligenza artificiale; il petrolio che risale con gli attacchi in Arabia Saudita; l'oro sotto 4.000.

Il metodo. Questa settimana nessun ordine. Oro e dollaro/yen hanno già la loro mossa in campo, oggi tutte e due contro; il Nasdaq, l'unico indice misurato, è BOCCIATO dai numeri; il petrolio, scrive il briefing, non ha un livello solido né sotto né sopra il prezzo.

Da portare a casa. Ammesso non vuol dire ordine. E una spiegazione trovata dopo il movimento non è una misura.

La settimana passata (19-23/10)

La tecnologia. Giovedì 22/10 Nasdaq 100 −2,9%, semiconduttori (SOX) −6,7%, S&P −1,2%: il peggior giorno da luglio. Meta −7% dopo i conti, con gli investimenti 2026 alzati a 135-145 miliardi.

  • Il perché: chi alza la spesa promette utili più incerti. Se il mercato dubita che quella spesa, fatta in parte a debito, si ripaghi, abbassa il prezzo oggi: Reuters lo chiama il timore sui costi e sul debito dell'intelligenza artificiale.
  • L'esempio: il Nasdaq 100 del broker dal massimo del 06/10, 31.365,74, alla chiusura di venerdì, 28.993,39: −7,6%. Il Dow, dove la tecnologia pesa meno, ha chiuso la settimana a +0,4%.

I tassi. Decennale USA dal 5,09% al 5,00% (−9 pb, punti base: centesimi di punto); nel solo 22/10 −17 pb. Il perché: quando la borsa scende forte i soldi cercano i titoli di Stato, il loro prezzo sale e il tasso, che si muove al contrario, scende.

Il petrolio. Giù a inizio settimana sulla diplomazia per Hormuz (il CFD da 99,24 di venerdì 16 a 97,53 di mercoledì 21), poi su con gli attacchi degli Houthi in Arabia Saudita: giovedì Aramco ha fatto evacuare la sede di Dhahran. Venerdì il Brent a 116,72 (+3,1%); il WTI di dicembre, quello che segue il CFD, +3,8% nella settimana, a 103.

  • Il perché: nel prezzo c'è un premio per il rischio di perdere offerta. Ogni attacco vicino ai pozzi lo alza, ogni spiraglio diplomatico lo abbassa. E da Hormuz passa poco: 4 passaggi il 18/10, contro 85 al giorno prima della crisi.
  • Petrolio caro vuol dire più inflazione, e una Fed meno libera di non alzare i tassi.

Lo yen più forte. Dollaro/yen −0,7% a 156,8. Il governatore della BoJ Ueda a inizio settimana e il vice Himino il 21/10 («non rinviare gli aggiustamenti») hanno parlato da falchi, cioè da chi vuole alzare i tassi. Se il Giappone alza, la differenza con i tassi USA si stringe, tenere dollari contro yen rende meno e lo yen sale. L'inflazione di fondo di settembre è uscita al 2,1%, il numero atteso scritto qui domenica scorsa: per le fonti hanno mosso le parole, non il dato.

L'oro −4,0%, sotto 4.000 (3.995, minimo 3.975 venerdì); argento −5,3%.

Domanda. Borsa impaurita, tassi giù, e il rialzo Fed di dicembre prezzato sceso nella settimana da circa l'89% al 75-80%: di solito tutto questo aiuta l'oro, che non paga interessi. Perché allora −4,0%?

La spiegazione delle fonti è il petrolio caro, che tiene alte le attese sui tassi: regge solo in parte, perché quelle attese restano alte ma sono scese. Le «vendite forzate» (chi perde altrove vende quello che ha per coprire i margini) sono un'opinione di Checkan (Asset Strategies), non un fatto. Il fatto è che giovedì oro, Bitcoin e Nasdaq sono scesi insieme. La lezione: una spiegazione trovata dopo è una storia, non una misura. Per questo il metodo non chiede «perché»: scrive prima lo stop e la smentita.

Europa e dati USA. Il 21/10 il decennale francese oltre il 5%, la prima volta dal 2002; PMI flash dell'Eurozona al minimo da 4 mesi. Venerdì sera Moody's non ha toccato la Francia. Negli USA PMI manifatturiero 56,0 contro 55,5 atteso, massimo da 53 mesi; prezzi di vendita al ritmo più forte da agosto 2022; attese di inflazione del Michigan al 4,7% a 1 anno e al 3,5% a lungo termine. Alla Fed interessano proprio prezzi e attese: chi si aspetta più inflazione chiede salari più alti, e l'inflazione si alimenta da sola.

Il fine settimana. Sabato intercettato un missile degli Houthi diretto verso Riad, abbattuto un drone nella Provincia Orientale. Secondo il Wall Street Journal la portaerei George Washington viene riarmata con bombe anti-bunker; l'inviato USA Tom Barrack ha detto che un attacco «questo fine settimana» è possibile, mentre il 9/10 Trump aveva scritto che non attaccherà l'Iran prima delle elezioni del 3/11. Nelle notizie trovate dal briefing, nessun attacco. L'ambasciatore iraniano in Pakistan dice di aver offerto la riapertura di Hormuz, l'agenzia Mehr lo nega: finché una versione non è confermata, nessuna è un fatto.

  • Per lunedì: a mercato chiuso le notizie si accumulano e il prezzo le sconta tutte insieme all'apertura, a partire dal petrolio. Il primo prezzo può essere lontano da quello di venerdì (gap), e uno stop in mezzo si chiude al primo prezzo disponibile, non al suo.

La settimana che arriva (26-30/10). Orari sfasati: l'Italia è tornata all'ora solare, gli USA ci tornano il 01/11. I dati USA escono alle 13:30, Wall Street apre alle 14:30 e chiude alle 21:00.

  • Lunedì 26/10 alle 10:00 l'Ifo tedesco (atteso 89,8); martedì alle 13:30 i beni durevoli USA (+0,6%).
  • Mercoledì 28/10 alle 19:00 la Fed (conferenza alle 19:30), attesa ferma a 3,75-4,00%; dopo la chiusura Microsoft e Alphabet.
  • Giovedì 29/10 alle 13:30 il PIL USA (+3,2%) e il PCE di settembre, l'inflazione che la Fed guarda di più (di fondo +0,3% sul mese, +3,1% sull'anno); alle 14:15 la BCE, attesa ferma al 2,50%; la sera Amazon e Intel.
  • Venerdì 30/10 verso le 04:00 la BoJ, attesa ferma all'1,25%. Domenica 01/11 l'OPEC+ sulla produzione di dicembre.

Cosa è già prezzato. Fed ferma al 90% circa (rialzo al 10% su FedWatch); a dicembre rialzo al 75-80%. BCE ferma al 98%. BoJ: rialzo sotto il 5%; a dicembre 80% sugli swap ma 52% sui future, le fonti non concordano. Un evento prezzato al 90% muove poco se si avvera: muove la sorpresa, e cosa la banca centrale lascia capire della riunione dopo.

Se… allora… (sulle mosse settimanali in campo)

  • Oro (stop 3.940, venerdì 3.995,43): se mercoledì la Fed alzasse (prezzato al 10%), di solito tassi e dollaro salgono e l'oro scende, verso lo stop: è nei rischi del registro. Se sta ferma e toglie fretta a dicembre, di solito il contrario.
  • Dollaro/yen (stop 155,550, venerdì 156,827): un rialzo della BoJ sarebbe una sorpresa piena, yen su e prezzo giù verso la smentita a 155,60. Un rialzo Fed a sorpresa farebbe il contrario.

Perché esiste il settimanale. Il movimento medio cresce con il tempo, il rumore con la radice del tempo: il primo vale il 2% del secondo a 3 ore, il 15% a 20 sedute, il 26% a 60. Con lo stop a 2 ATR (due giornate medie) l'acquisto batte il costo su 8 strumenti su 14, la vendita perde sempre: per questo il settimanale sta solo in acquisto. È il premio per il rischio, più il carry dove il broker paga lo swap. Non è una previsione: vale finché i mercati salgono, e in un triennio di ribasso perde.

  • L'esempio: il FTSE 100 in 20 sedute sale in media di +0,188 ATR, ma spread e swap costano 0,439. Vantaggio -0,252: fuori. Salire non basta, deve salire più di quanto costa tenerlo.

Ammesso non vuol dire ordine: il Nasdaq. Ha il vantaggio più alto del terreno, +0,579 ATR, ed è sceso del 7,6% dal massimo: sembra il momento giusto. Il metodo misura come è andata dopo un calo così: dopo oltre il 5% in 20 sedute, nelle 20 seguenti ha reso +0,129 R, contro +0,235 del solito. Tolto il costo, il 13,2% dello stop, resta −0,003: zero. Ed è INSTABILE: negli ultimi 3 anni come il solito (+0,013 su 47 casi), e un terzo dei casi viene dal 2022. Non vuol dire che scenderà: vuol dire che l'idea non paga i suoi costi.

  • Una variante a 5 sedute farebbe +0,251 netto, ma è un rimbalzo, un'altra operazione: cambiare la domanda finché la risposta piace è il modo più semplice di ingannarsi.
  • Il limite della settimana scorsa era lo stesso, 28.800: venerdì il prezzo è sceso a 28.806,16 ed è risalito, scaduto per 6 punti. Spostarlo più su cambierebbe quali operazioni si prendono: va misurato prima su tutti i casi, non deciso dopo su uno.

Il terreno e lo swap (lettura del 23/10/2026 alle 22:59, confrontata con il 16/10). Ammessi gli stessi 8 su 14: S&P 500, Nasdaq, Dow Jones, Nikkei, oro, argento, petrolio WTI, dollaro/yen. In acquisto lo swap si incassa solo su petrolio WTI (+0,0129 ATR a notte) e dollaro/yen (+0,0083). È cambiato solo quello del petrolio, del 101%: oggi è il 66% del suo vantaggio, e può girare. Il dollaro/yen negli ultimi 3 anni si è mosso di +0,027: circa metà del suo vantaggio è il carry.

Già in campo (barre giornaliere di MetaTrader)

  • Oro, 02/10: limite 4.105 eseguito il 06/10; minimo 3.975,61 il 23/10, venerdì 3.995,43: 110 $ contro, con lo stop a 165 $. Fiducia BASSA, 0 su 6. Esce a tempo il 02/11/2026.
  • Dollaro/yen, 16/10: limite 157,680 eseguito il 22/10; minimo 156,068 il 23/10, venerdì 156,827: 85 pip contro, con lo stop a 213 pip. Uscita a tempo nel registro: 18/11/2026.

Un limite in acquisto si esegue quando il prezzo scende, e può continuare a scendere dopo: per questo stop e smentita sono scritti prima. Il giornaliero ha 8 mosse in campo: le racconta il maestro da lunedì.

Freno e track record. 5 proposte settimanali: 3 non eseguite, 2 in corso. Somma degli R netti +0,00; il freno scatta a -12 R e non è scattato. In più 1 bocciata, che il registro segue lo stesso: anche il «no» si giudica dopo.

Gli ordini della settimana. Questi sono gli ordini del metodo, registrati prima e giudicati dopo nel registro pubblico: non sono consigli finanziari.

Questa settimana nessuno. Una riga sola, con la data del server: venerdì 23/10/2026 alle 22:59.

  • Nasdaq · acquisto · BOCCIATA 2026-10-23-01: tesi misurata, non ordine. Dopo un calo così ha reso meno del solito, e tenerlo 20 sedute non paga i costi (R netto −0,003, fiducia NESSUNA, 0 su 6).

Riepilogo: nessun ordine nuovo; in campo l'oro del 02/10 e il dollaro/yen del 16/10.

Questo testo è formazione: non sono consigli finanziari né una consulenza personalizzata, e non è un invito a comprare o vendere. Descrive cosa fa un metodo misurato, con i suoi errori scritti nel registro pubblico. Chi scrive può avere posizioni sugli strumenti citati. I CFD sono strumenti a leva: si può perdere più di quanto si versa. Prezzi dal terminale ActivTrades (MetaTrader 5), 25/10/2026 ore 18:37. Firma: Federico, la formica Zeta (identità completa nelle note legali di formicazeta.com).

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