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Lezione della settimana

La lezione della settimana · domenica 18/10/2026

Il tema. Dati USA più caldi delle attese, tecnologia giù, petrolio sopra 100 per Hormuz; e la Fed che toglie fretta al rialzo di ottobre.

Il metodo. 2 ordini in acquisto con ingresso limite, dollaro/yen a 157,680 e Nasdaq a 28.800, validi fino al 23/10/2026.

Fiducia BASSA per tutti e due (2 su 6: un voto da regole fisse, non una probabilità). Non è una previsione: è il premio per il rischio.

La settimana passata (12-16/10). La tecnologia giù. S&P 500 −1,9%, Nasdaq −4,5%, Dow +0,7%, Nikkei −5,4%. Il SOX, l'indice dei semiconduttori, ha chiuso venerdì l'ottava seduta di calo di fila, la serie più lunga dal 2008; CoreWeave −23,7% sui timori per il debito.

  • Il perché: i chip forniscono la corsa all'intelligenza artificiale, fatta in parte a debito. Se il mercato teme per quei debiti, scendono prima i titoli più esposti e poi gli indici che li pesano di più. Il Dow, dove la tecnologia pesa meno, è salito.
  • L'esempio: il Nasdaq 100 del broker dal massimo del 06/10, 31.365,74, ai 29.180,10 di venerdì: -6,6% in otto sedute.

I dati USA caldi, cioè sopra le attese: CPI (inflazione dei consumatori) 3,7% contro 3,6%; PPI (prezzi alla produzione) +1,3% sul mese contro 0,5-0,6%; vendite al dettaglio +0,8% contro 0,3%; produzione industriale +0,7% contro 0,4%.

  • Il perché: un decimo di CPI sembra poco, ma il mercato prezzava la Fed sul numero atteso. Ogni decimo in più rende più probabile un rialzo dei tassi: di solito salgono i tassi dei titoli di Stato e il dollaro, scende l'oro, che non paga interessi.

La Fed. Il 16/10, a Bangkok, il presidente Warsh ha detto «non anticipo le riunioni»: il rialzo di ottobre prezzato è sceso da circa 28% a 16%. «Prezzato» vuol dire già dentro i prezzi, come probabilità nei future sui tassi. Almeno un rialzo entro il 9/12 è però prezzato all'88%: il mercato lo vede a dicembre più che a ottobre.

Il petrolio. WTI +10,4% a 101,41, Brent +4,9% a 109,86. Da Hormuz passano 11,6 milioni di barili al giorno contro 17,2 normali, circa un terzo in meno: meno offerta, prezzo più alto, e più inflazione da combattere per la Fed.

Tassi, dollaro, metalli. Decennale USA al 5,09% (−14 punti base). Dollaro in calo per la prima settimana da inizio settembre. Oro piatto a 4.165, argento −5,5/−6%.

Il fine settimana, scrive il briefing, non è stato tranquillo: attacchi alle navi a Hormuz a livello record, missili e droni intercettati su Riad, piani USA per un attacco con la bomba MOAB secondo CBS. E uno spiraglio: l'Iran dice che riaprirebbe Hormuz se gli USA accettano le sue condizioni. Lunedì i mercati possono aprire con un salto (gap): a muoverli può essere il petrolio.

La settimana che arriva (19-23/10). La Fed tace fino al 29/10 (periodo di silenzio): muovono dati e trimestrali.

  • Lunedì alle 04:00 il PIL della Cina (atteso 4,4%), primo acquirente di molte materie prime.
  • Mercoledì 21/10 il CPI britannico alle 08:00 (atteso 3,4%), che pesa sulla BoE, e soprattutto Meta, Tesla e IBM: dentro la validità del limite sul Nasdaq.
  • Venerdì il CPI del Giappone alle 01:30 (core atteso 2,1%, prima 1,7%), che pesa sulla BoJ; poi alle 15:45 il PMI flash USA (sopra 50 l'attività cresce).

Cosa è già prezzato. Fed (3,75-4,00%) il 28/10: fermi 84%, rialzo 16%. BoJ (1,25%) il 30/10: rialzo 10-12%, entro dicembre 88-90%. BoE (3,75%) il 05/11: rialzo all'81%. Un evento prezzato muove poco, muove la sorpresa: se il 28/10 la Fed sta ferma è l'84% che si avvera; se alza, è la sorpresa del 16%.

Se… allora…

  • Dollaro/yen: se venerdì il CPI giapponese esce sopra il 2,1%, il rialzo della BoJ si avvicina, di solito lo yen si rafforza e il prezzo scende verso il limite a 157,680; se esce sotto, il carry resta com'è. Più avanti, un rialzo della Fed il 28/10 allarga la differenza dei tassi, uno della BoJ a sorpresa il 30/10 la stringe.
  • Nasdaq: se il 21/10 le trimestrali deludono, la discesa può arrivare a 28.800 ed eseguire il limite; se rassicurano, il limite può scadere il 23/10 senza esecuzione: nessuna perdita, un'occasione non presa.

Perché esiste il settimanale

  • Il movimento medio cresce con il tempo, il rumore con la radice del tempo: il primo vale il 2% del secondo a 3 ore, il 5% a 2 sedute, l'11% a 10, il 15% a 20, il 26% a 60. Da 2 a 10 sedute: tempo per cinque, rapporto poco più che doppio, cioè la radice di cinque.
  • Con lo stop a 2 ATR (due giornate medie) l'acquisto batte il costo a tutti gli orizzonti su 8 strumenti su 14; la vendita perde sempre, perché la deriva (la salita di lungo periodo) è contro e il costo si somma: per questo il settimanale sta solo in acquisto.
  • L'esempio: il DAX in 20 sedute sale in media di +0,282 ATR, ma spread e swap costano 0,325. Vantaggio -0,042: fuori, anche se negli ultimi 3 anni la sua media è +1,065. Salire non basta: deve salire più di quanto costa tenerlo.
  • È il premio per il rischio, più il carry dove il broker paga lo swap. Non è una previsione: vale finché i mercati salgono, e in un triennio di ribasso perde.

Il terreno e lo swap (lettura del 16/10/2026). Ammessi 8 su 14 (vantaggio positivo dopo spread e swap, e movimento positivo negli ultimi 3 anni): S&P 500, Nasdaq, Dow Jones, Nikkei, oro, argento, petrolio WTI, dollaro/yen. In acquisto lo swap, costo o incasso di ogni notte, si paga quasi ovunque (Nasdaq -0,0109 ATR a notte) e si incassa solo su petrolio WTI (+0,0066) e dollaro/yen (+0,0083). Dal 02/10 è cambiato solo il petrolio (swap in acquisto cambiato del 53%): il 50% del suo vantaggio è lo swap di oggi, che può girare. Sul dollaro/yen il carry vale +0,224 dei +0,515 di vantaggio.

Già in campo. L'oro del 02/10 (limite 4.105, stop 3.940, obiettivo 4.375, fiducia BASSA 0 su 6) ha toccato l'ingresso il 06/10 (barre di MetaTrader); minimo dopo 4.066,31 il 07/10; venerdì 4.163,21, 58 $ a favore con lo stop a 165 $ dall'ingresso. Esce a tempo il 02/11/2026. Il registro l'aveva scritto: nel 2026 la tesi è in rosso.

Freno e track record. 5 proposte settimanali (3 in corso, 2 non eseguite), somma degli R netti +0,00 su 2 misurate; il freno scatta a -12 R e non è scattato.

Gli ordini, registrati venerdì 16/10 alle 22:59 (ora del server). Questi sono gli ordini del metodo, registrati prima e giudicati dopo nel registro pubblico: non sono consigli finanziari.

Ordine 1 · dollaro/yen · acquisto · PROPOSTA 2026-10-16-01

  • Ingresso: limite a 157,680, sul livello 157,677 (10 giorni distinti, gli ultimi 19/03, 08/04, 17/04, 06/05), 0,35 ATR sotto la chiusura di venerdì.
  • Stop: 155,550 (213 pip, 2,46 ATR), sotto 155,603 (4 giorni distinti) e sotto il minimo delle ultime 20 sedute.
  • Obiettivo: 160,450 (277 pip, 3,20 ATR), sotto 160,522 (5 giorni distinti); in mezzo 158,087, 159,277 e 159,853: la fascia 158-160 respinge il prezzo da aprile.
  • Numeri: spostamento +0,040 R (quanto ha reso più del solito), rapporto 0,58 (sotto 1 è rumore); R netto della tesi +0,249 (il risultato medio dei casi simili, in unità di stop, dopo i costi); nel 2026 piatta, +0,004 R su 145 casi. Fiducia BASSA, 2 su 6.
  • Validità: fino al 23/10/2026. Uscita a tempo fra il 13/11 e il 19/11/2026, secondo il giorno di esecuzione.
  • Il motivo: carry più deriva. Fed a 3,75-4,00%, BoJ a 1,25%: lo swap si incassa, 27 notti valgono -8,2% dello stop.
  • Smentita: chiusura giornaliera sotto 155,60, fondo della fascia 155,6-158: lì il carry da solo non regge.
  • Rischio: due interventi del Giappone nel 2026 (il 31/07 da 163-164 a 157) e la ministra Katayama pronta, il 15/10: un intervento vicino all'obiettivo porterebbe il prezzo oltre lo stop in una seduta. Poi Fed 28/10 e BoJ 30/10.
  • In parole semplici: il metodo aspetta il dollaro/yen più in basso per incassare la differenza dei tassi più la deriva. Non dice che il dollaro salirà; lo smentisce una chiusura sotto 155,60.

Ordine 2 · Nasdaq · acquisto · PROPOSTA 2026-10-16-02

  • Ingresso: limite a 28.800, sul livello 28.800,87 (6 giorni distinti: 08/07, 24/08, 02/09, 16/09), 0,75 ATR sotto la chiusura di venerdì e 0,5 ATR sotto il suo minimo, 29.056,94, dove si ammassano gli stop.
  • Stop: 27.780 (1.020 punti, 2,01 ATR), anche sotto 28.217: sotto l'ingresso non c'è un livello solido fino a 25.834 (-6,6 ATR), e il registro lo chiama il punto debole della geometria.
  • Obiettivo: 30.690 (1.890 punti, 3,72 ATR), sotto 30.760,56 (4 giorni distinti); in mezzo 29.762 può fermare il rimbalzo a 1,9 ATR.
  • Numeri: spostamento -0,018 R, rapporto -0,14 (rumore); R netto della tesi +0,088: positivo, quindi passa il cancello del settimanale, ma di poco (il costo è il 13,7% dello stop) e solo per la regola della mediana, che fra due filtri prende il migliore: con l'altro sarebbe -0,055, su 73 casi. Fiducia BASSA, 2 su 6.
  • Validità e uscita a tempo: le stesse del dollaro/yen.
  • Il motivo: la deriva del Nasdaq, il vantaggio più alto dei 14 (+0,559 ATR a 20 sedute), presa in un ritracciamento.
  • Smentita: chiusura giornaliera sotto 28.217 (09/06 e 17/07): il ritracciamento diventa ribasso.
  • Rischio: Meta, Tesla e IBM il 21/10, Microsoft la sera della Fed, poi Amazon, Intel, Apple, NFP e CPI; con il decennale al 5,09%, utili deludenti o una Fed che alza allungano la discesa, e il limite si esegue per primo.
  • In parole semplici: il metodo aspetta il Nasdaq più in basso per prenderne la deriva dopo un calo forte; lo smentisce una chiusura sotto 28.217.

Riepilogo

  • Dollaro/yen · acquisto · limite 157,680 · stop 155,550 · obiettivo 160,450 · fino al 23/10/2026
  • Nasdaq · acquisto · limite 28.800 · stop 27.780 · obiettivo 30.690 · fino al 23/10/2026

Questo testo è formazione: non sono consigli finanziari né una consulenza personalizzata, e non è un invito a comprare o vendere. Descrive cosa fa un metodo misurato, con i suoi errori scritti nel registro pubblico. Chi scrive può avere posizioni sugli strumenti citati. I CFD sono strumenti a leva: si può perdere più di quanto si versa. Prezzi dal terminale ActivTrades (MetaTrader 5), 18/10/2026 ore 22:07. Firma: Federico, la formica Zeta (identità completa nelle note legali di formicazeta.com).

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